Amianto in casa: come riconoscerlo e cosa fare
L'amianto è ancora presente in molte case italiane costruite o ristrutturate prima degli anni Novanta: nelle coperture in cemento-amianto, nelle canne fumarie…

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L'amianto è ancora presente in molte case italiane costruite o ristrutturate prima degli anni Novanta: nelle coperture in cemento-amianto, nelle canne fumarie, nei serbatoi dell'acqua, in alcune piastrelle e nei rivestimenti isolanti di tubi e caldaie. La legge 257 del 1992 ne ha vietato estrazione, produzione e commercio, ma per i materiali già installati la rimozione non è sempre obbligatoria: secondo il decreto ministeriale del 6 settembre 1994, se sono integri e non rischiano di danneggiarsi non serve la bonifica, ma un controllo periodico. Per chi vive in un edificio datato o sta per ristrutturarlo, la domanda pratica è sempre la stessa: come capire se c'è amianto e che cosa fare, senza correre rischi inutili e senza spendere a vuoto.
Perché l'amianto è pericoloso
L'amianto è un minerale fibroso. Il pericolo nasce quando le sue fibre si disperdono nell'aria e vengono respirate: secondo il rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità sull'impatto dell'amianto sulla mortalità, in Italia tra il 2010 e il 2020 si sono registrati in media 1.545 decessi l'anno per mesotelioma, un tumore che colpisce il mesotelio, il tessuto sottile che riveste gran parte degli organi interni. Circa l'80% dei casi di mesotelioma è dovuto all'esposizione all'amianto. L'amianto può causare anche l'asbestosi e, con una quota più difficile da stimare, il tumore del polmone e dell'ovaio.
Il tempo che passa tra l'esposizione e la malattia è molto lungo: per il mesotelioma arriva a 30-40 anni. Per questo i casi di oggi derivano soprattutto da esposizioni di decenni fa, in gran parte avvenute negli ambienti di lavoro, ma l'ISS non esclude esposizioni domestiche o ambientali. Il punto chiave, ricordato anche dalla Regione Toscana, è che un manufatto in cemento-amianto in buono stato di conservazione non rappresenta di per sé un pericolo: il rischio dipende dalla possibilità che rilasci fibre.
Dove si trova l'amianto in casa
La guida per i cittadini del Comune di Venezia indica gli anni tra il 1965 e il 1983 come il periodo di maggiore utilizzo in edilizia. All'esterno l'amianto si trova soprattutto in coperture, canne fumarie, tubi e sfiati; all'interno in tubazioni, rivestimenti, impianti di riscaldamento, vasche, serbatoi e pavimenti.
Il decreto ministeriale del 6 settembre 1994 distingue due grandi famiglie di materiali. Quelli compatti sono duri e si sbriciolano solo con mezzi meccanici: rilasciano fibre se vengono abrasi, segati, forati, spazzolati o se si deteriorano. Quelli friabili si sbriciolano con la semplice pressione delle dita e possono liberare fibre anche spontaneamente, per questo sono molto più pericolosi.
| Manufatto | Dove si trova di solito | Tipo di materiale |
|---|---|---|
| Lastre e coperture in cemento-amianto | Tetti, tettoie, box, capanni | Compatto |
| Canne fumarie e tubazioni in cemento-amianto | Facciate, sottotetti, scarichi | Compatto |
| Serbatoi e cassoni per l'acqua | Sottotetti, terrazzi, cantine | Compatto |
| Pavimenti e mattonelle in vinil-amianto | Pavimenti interni | Compatto |
| Rivestimenti isolanti di tubi e caldaie | Centrali termiche, impianti di riscaldamento | Friabile |
| Ricoprimenti e rivestimenti a spruzzo | Soffitti, travi, strutture | Friabile |
Come capire se un materiale contiene amianto
A occhio non si può avere la certezza. Il materiale informativo della Regione Emilia-Romagna suggerisce di partire dalla documentazione dell'edificio e dalla data di costruzione o di produzione del manufatto: se è anteriore al 1994, il sospetto è fondato. L'ispezione visiva aiuta, ma la certezza arriva solo dall'analisi di laboratorio su un campione.
- Recuperate i documenti della casa (progetto, capitolato, fatture dei lavori) e verificate l'anno di costruzione o di posa del manufatto sospetto.
- Osservate il materiale senza toccarlo, rompere o spazzolare: annotate crepe, rotture, sfaldamenti o polvere.
- Per una copertura, controllate dal basso se ci sono fibre affioranti, materiale polveroso nelle grondaie o piccole stalattiti polverose nei punti di gocciolamento.
- Affidate il prelievo del campione e l'analisi a un tecnico e a un laboratorio accreditato: non tagliate pezzi da soli.
- Se l'amianto è confermato, chiedete informazioni all'ASL o al Comune e fate valutare lo stato di conservazione prima di decidere l'intervento.
Cosa fare se c'è amianto: le tre strade previste
Se il materiale è integro, il proprietario deve mettere in atto un programma di controllo e manutenzione: mantenere il manufatto in buono stato, evitare il rilascio di fibre e verificarne periodicamente le condizioni. Per i materiali friabili, la guida del Comune di Venezia ricorda l'obbligo di far ispezionare l'edificio almeno una volta l'anno da personale competente. Se il manufatto è danneggiato, bisogna intervenire in tempi brevi, con la riparazione delle parti rovinate o con la bonifica.
Il DM 6 settembre 1994 prevede tre metodi:
- Rimozione: è l'unica soluzione definitiva; il materiale viene tolto e conferito in una discarica autorizzata.
- Incapsulamento: il manufatto viene trattato con prodotti che inglobano le fibre; l'amianto resta nell'edificio, quindi l'efficacia del trattamento va controllata periodicamente.
- Confinamento: il manufatto viene separato dagli ambienti con una barriera a tenuta; anche in questo caso serve un programma di controllo e manutenzione.
Chi può rimuovere l'amianto
La bonifica va affidata a imprese iscritte all'Albo nazionale gestori ambientali, nella categoria 10: la 10A per i materiali in matrice cementizia o resinoide, come lastre e tubature, e la 10B per i materiali friabili. Prima dei lavori di rimozione l'impresa prepara un piano di lavoro che deve essere inviato all'organo di vigilanza dell'ASL almeno 30 giorni prima dell'inizio. Alla fine il proprietario deve conservare il formulario dei rifiuti, che documenta il corretto smaltimento.
Alcune Regioni permettono ai privati di rimuovere da soli piccole quantità di amianto compatto, con regole precise. In Friuli Venezia Giulia, per esempio, le linee guida regionali sulla microraccolta fissano un massimo annuo di 25 m² di lastre, 3 metri lineari di canne fumarie o tubazioni e 50 kg di altri manufatti, solo in abitazioni civili e solo per materiali integri. Restano esclusi i materiali friabili o danneggiati, le coperture in stato scadente o pessimo e i lavori che richiedono demolizioni o tagli. Le regole cambiano da Regione a Regione: prima di qualsiasi intervento fai da te bisogna informarsi presso il Comune, l'ASL o il gestore dei rifiuti.
Domande frequenti
L'amianto in casa va sempre rimosso?
No. Un manufatto compatto in buono stato non è di per sé pericoloso, ma va tenuto sotto controllo. Quando il materiale è danneggiato e può rilasciare fibre bisogna intervenire in tempi brevi, con la riparazione delle parti rovinate o con la bonifica.
Si può riconoscere il cemento-amianto a vista?
La data del manufatto e il suo aspetto aiutano a sospettarlo, ma la certezza arriva solo dall'analisi di un campione in un laboratorio accreditato.
Posso togliere da solo una vecchia lastra o una canna fumaria?
Solo dove la Regione lo prevede, entro le quantità e con le procedure fissate dalle linee guida locali, e solo per materiali compatti e integri. Negli altri casi serve un'impresa iscritta all'Albo gestori ambientali.
Da quando è vietato l'amianto in Italia?
La legge 257 del 1992 ha vietato estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto e di prodotti che lo contengono.


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