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Riscaldamenti, dal 1° novembre si accende in zona D

Termosifone bianco accanto a una finestra in legno

Da domenica 1° novembre 2026 si possono accendere i riscaldamenti nelle città della zona climatica D, tra cui Roma, Firenze, Genova e Ancona. Lo prevede il calendario nazionale fissato dal DPR 74 del 2013, che per ciascuna delle sei zone climatiche stabilisce il periodo di accensione e il numero massimo di ore al giorno.

Nella zona D gli impianti possono restare accesi fino al 15 aprile, per un massimo di 12 ore al giorno. Nella zona E la stagione è partita il 15 ottobre con un limite di 14 ore; nella zona C si comincia il 15 novembre (10 ore), nelle zone A e B il 1° dicembre (6 e 8 ore). Solo la zona F non ha limiti. Fuori dalla zona F l'accensione è consentita soltanto tra le 5 e le 23, e le ore possono essere distribuite nell'arco della giornata.

Restano invariati i limiti di temperatura: nelle abitazioni la media degli ambienti riscaldati non deve superare i 20 °C, con 2 °C di tolleranza; negli edifici industriali e artigianali il limite è di 18 °C più 2. Prima delle date previste gli impianti si possono accendere solo se il clima lo giustifica, e per non più della metà delle ore consentite. I sindaci, con ordinanza motivata, possono ampliare o ridurre i periodi e le ore di accensione e fissare temperature massime più basse.

Il 1° novembre è una data importante anche in Emilia-Romagna. Per la stagione 2026-2027 la Regione ha posticipato l'accensione a questa data nei Comuni di pianura e nell'agglomerato di Bologna, tra le misure compensative legate al rinvio del blocco dei diesel Euro 5. Il Comune di Imola, richiamando la delibera regionale 1505 del 7 settembre 2026, ricorda che nelle abitazioni, negli uffici e nei negozi la temperatura non deve superare i 19 °C, e i 17 °C nei luoghi di attività industriali o artigianali. Sono esclusi ospedali, case di cura, scuole e impianti sportivi.

Chi ha dubbi sulla propria zona climatica o su eventuali ordinanze locali può verificare sul sito del proprio Comune, che è l'ente competente per le deroghe.

Fonti DPR 74/2013 (Regione Emilia-Romagna), Comune di Imola, Open

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