Stampa 3D

PETG: cos'è, temperature di stampa, umidità e sicurezza

Il PETG è un filamento per stampa 3D che molti scelgono dopo aver preso confidenza con il PLA: è più flessibile e resistente e regge un po' meglio il calore…

Bobine di filamento per stampa 3D arancione e verde viste dall'alto
Indice
  1. Cos'è il PETG
  2. Temperature e valori di riferimento
  3. Perché l'umidità conta
  4. Come stampare il PETG passo per passo
  5. Sicurezza: emissioni e scottature
  6. PETG e alimenti, scarti e smaltimento
  7. Domande frequenti

Il PETG è un filamento per stampa 3D che molti scelgono dopo aver preso confidenza con il PLA: è più flessibile e resistente e regge un po' meglio il calore, ma chiede temperature più alte e qualche attenzione in più. In questa guida vediamo cos'è il PETG, quali temperature indica la letteratura scientifica, perché l'umidità conta così tanto, come stamparlo passo per passo e quali precauzioni prendere in casa o in laboratorio.

Cos'è il PETG

PETG è la sigla di polietilene tereftalato modificato con glicole. Il PET tradizionale, come filamento, si usa poco. La guida alla stampa 3D sicura dell'istituto federale statunitense per la sicurezza sul lavoro (NIOSH) spiega che la sua variante PETG è sempre più diffusa: la "G" indica la modifica con glicole, che rende il filamento più trasparente, meno fragile e soprattutto più adatto alla stampa.

La stessa guida lo descrive come una via di mezzo tra PLA e ABS: più flessibile e resistente del PLA, più facile da stampare dell'ABS. Se non conosci ancora il materiale di partenza, trovi le basi nella nostra guida al filamento PLA.

Temperature e valori di riferimento

Una rassegna scientifica sulla stampa a deposizione fusa pubblicata nel 2024 sulla rivista 3D Printing and Additive Manufacturing riporta per il PETG un ugello tra 230 e 255 °C e un piano tra 55 e 70 °C. Per confronto, per il PLA la stessa rassegna indica un ugello tra 180 e 220 °C. Sono intervalli indicativi: il valore giusto per la tua bobina è quello indicato dal produttore del filamento.

ParametroValore indicativo per il PETGDa dove viene
Temperatura dell'ugello230–255 °CRassegna su 3D Printing and Additive Manufacturing (2024)
Temperatura del piano55–70 °CStessa rassegna
Transizione vetrosa70–80 °CStessa rassegna
Umidità di equilibrio del filamentoin genere 0,1–0,4%Studio su BioResources (2025)
Essiccazione usata nello studio70 °C per 8 oreStesso studio

La transizione vetrosa è la soglia oltre la quale la plastica comincia ad ammorbidirsi. Per il PETG è più alta che per il PLA (50–80 °C secondo la stessa rassegna): per questo il PETG regge un po' meglio il calore. Non è però un materiale per alte temperature.

Perché l'umidità conta

Il filamento assorbe un po' di umidità dall'aria. Uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista BioResources riporta che l'umidità di equilibrio del PETG è in genere tra lo 0,1 e lo 0,4%. Sembra poco, ma nell'ugello caldo quell'acqua evapora.

Secondo gli autori, l'umidità nel filamento porta a bolle all'interno, a un diametro irregolare del filo estruso e a vuoti tra gli strati. Nei loro test i modelli stampati con filamento essiccato avevano una superficie più liscia e una resistenza a trazione superiore del 18,1% rispetto a quelli stampati con filamento non essiccato. Lo studio ha usato due bobine di una sola marca, quindi i numeri vanno presi come indicazione, non come regola.

Come stampare il PETG passo per passo

  1. Leggi l'etichetta della bobina. Annota le temperature di ugello e piano consigliate dal produttore del filamento e parti da quelle.
  2. Controlla l'umidità. Se la bobina è rimasta aperta a lungo, asciugala con un essiccatore per filamenti o seguendo le indicazioni del produttore.
  3. Pulisci il piano. Polvere e grasso delle dita riducono l'aderenza del primo strato.
  4. Stampa una torre di temperatura. È un piccolo modello che prova più temperature nello stesso pezzo: scegli la più bassa che dà un buon risultato. Il NIOSH ricorda che temperature dell'estrusore più alte danno emissioni maggiori.
  5. Arieggia la stanza. Tieni la stampante in un ambiente ventilato e non restare a lungo vicino alla macchina mentre lavora.
  6. Aspetta che tutto si raffreddi. Non toccare ugello, piano e pezzo appena stampato: possono causare ustioni.

Sicurezza: emissioni e scottature

Ogni filamento scaldato può liberare particelle ultrafini (sotto i 100 nanometri) e composti organici volatili. Lo indica il NIOSH, che aggiunge un dato utile: le emissioni crescono con la temperatura dell'estrusore e cambiano anche in base alla marca del filamento. Il factsheet dell'INAIL sulla stampa 3D (2022) spiega che la concentrazione di composti organici volatili rilasciati dipende dagli additivi e dai parametri di stampa, come le temperature di estrusione e del piano, e che le concentrazioni di composti organici volatili e polveri possono essere alte soprattutto quando più stampanti lavorano nella stessa stanza.

Le misure pratiche indicate nella guida NIOSH sono queste:

  • usare la temperatura più bassa che dà il risultato voluto;
  • ventilare bene l'ambiente, o tenere la stampante in una stanza separata;
  • stare il più lontano possibile dalla macchina e per meno tempo possibile;
  • con una cabina chiusa, aspettare circa 20 minuti a fine stampa prima di aprirla;
  • se l'ugello si intasa, spegnere la stampante e lasciarla raffreddare prima di intervenire.

Il NIOSH ricorda anche che gli ugelli arrivano in genere tra 190 e 260 °C e che il piano riscaldato può essere abbastanza caldo da causare ustioni. Tieni la stampante fuori dalla portata dei bambini.

PETG e alimenti, scarti e smaltimento

Il fatto che il PETG appartenga alla famiglia del PET non rende adatto al cibo ogni pezzo stampato. La Commissione europea ricorda che tutti i materiali destinati al contatto con gli alimenti devono rispettare il regolamento (CE) 1935/2004, perché le sostanze che passano dal materiale al cibo possono incidere sulla sicurezza alimentare. Se vuoi stampare qualcosa che toccherà cibi o bevande, verifica che il produttore del filamento dichiari questa idoneità; nel dubbio, usa il pezzo solo per altri scopi.

Anche per gli scarti serve attenzione. I pezzi falliti e i supporti non sono imballaggi: il materiale informativo dell'ARPA Marche sulla raccolta della plastica elenca i beni durevoli in plastica e i giocattoli tra le frazioni estranee, da non conferire con gli imballaggi. Segui le regole del tuo Comune e, nel dubbio, chiedi al gestore dei rifiuti. Il modo migliore per ridurre gli scarti resta stampare piccole prove prima del pezzo grande.

Domande frequenti

A che temperatura si stampa il PETG?

La letteratura scientifica indica un ugello tra 230 e 255 °C e un piano tra 55 e 70 °C. Parti dai valori scritti sulla bobina e affina con una torre di temperatura, scegliendo la temperatura più bassa che funziona.

Meglio PLA o PETG?

Dipende dal pezzo. Il PLA è più semplice da stampare e lavora a temperature più basse. Il PETG è più flessibile e resistente e si ammorbidisce a una temperatura un po' più alta, quindi è utile per pezzi che devono flettersi o reggere un po' più di calore.

Il PETG va asciugato?

Spesso conviene. Il filamento assorbe umidità dall'aria e, secondo uno studio su BioResources, i pezzi stampati con filamento essiccato sono risultati più lisci e più resistenti. Usa un essiccatore per filamenti o segui le indicazioni del produttore.

Serve ventilare quando si stampa il PETG?

Sì. Come tutti i filamenti scaldati, il PETG può liberare particelle ultrafini e composti organici volatili. Stampa in un ambiente ben ventilato e non restare a lungo vicino alla stampante.

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