Green economy, Italia avanti nel riciclo ma indietro sul clima

L'Italia resta tra i Paesi europei che riciclano di più, ma la transizione verso la green economy è «complessivamente critica». È il bilancio della Relazione sullo stato della green economy 2026, presentata il 3 novembre a Rimini, nell'ambito di Ecomondo, all'apertura degli Stati Generali della Green Economy promossi dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile.
«In Italia registriamo una situazione complessivamente critica della transizione alla Green Economy», ha detto il presidente della Fondazione, Edo Ronchi.
Riciclo e materiali: i numeri migliori
I dati più positivi riguardano l'economia circolare. Secondo la Relazione, nel 2022 l'Italia ha riciclato l'86% dei rifiuti, contro il 41% della media Ue, il 44% della Germania e il 52% della Francia. Nel 2025 il riciclo dei rifiuti di imballaggio è arrivato al 77,3%.
Nel 2024 il tasso di utilizzo circolare di materia, cioè la quota di materia riciclata e reimmessa nell'economia sul totale dei materiali utilizzati, è stato del 21,6%, contro il 12,2% della media europea. Nel 2025 la produttività delle risorse è stata di 4,6 euro di Pil per chilo di materia consumata, contro 3 euro nell'Ue. Resta però alta la dipendenza dalle importazioni di materiali: 47,1% nel 2025, contro il 22,1% della media Ue.
Emissioni e rinnovabili in ritardo
Sul clima il quadro è diverso. Nel 2025 le emissioni di gas serra sono tornate a crescere e nel 2026 stanno diminuendo di poco. Tra il 2015 e il 2024 il taglio medio è stato di 7 milioni di tonnellate l'anno: per l'obiettivo 2030 del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC) ne servirebbero 14 l'anno dal 2026.
Nel 2024 le rinnovabili coprivano il 19,6% dei consumi energetici, contro il 25,2% della media Ue e un obiettivo del 39,4% al 2030. Nel riscaldamento e raffrescamento la quota era del 20%, contro un obiettivo del 35,9%. Nel 2025 le rinnovabili hanno prodotto il 47% dell'elettricità, con un obiettivo del 70%, e sono stati installati 7,2 GW di nuovi impianti, contro i circa 10 GW l'anno necessari. La dipendenza energetica dall'estero si attesta intorno al 74%, contro circa il 57% della media europea.
Fonti Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Eco dalle Città, Telenord



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