Rifiuti, alle famiglie costano 340 euro l'anno

Gestire i rifiuti costa di più alle famiglie italiane. Nel 2025 la spesa media è stata di 340 euro l'anno, contro i 323 euro dell'anno precedente. È uno dei dati del rapporto «I Rifiuti in Numeri 2026» di Assoambiente, l'associazione delle imprese di igiene urbana, riciclo e smaltimento, presentato il 5 novembre a Rimini durante Ecomondo.
Forti differenze tra le regioni
La spesa cambia molto da una regione all'altra: si va dai 203 euro del Trentino-Alto Adige ai 427 euro della Puglia. Nel complesso, la gestione dei rifiuti urbani è costata 12,5 miliardi di euro nel 2024, contro i 10,1 miliardi del 2014. Per le imprese, la spesa per i rifiuti speciali arriva a 20,4 miliardi di euro l'anno secondo i dati Istat del 2023.
Raccolta differenziata e discarica
Sul fronte della raccolta i numeri migliorano. Nel 2024 la raccolta differenziata dei rifiuti urbani ha raggiunto il 67,7%, pari a 20,3 milioni di tonnellate, contro il 45,2% del 2014. Il tasso di riciclo effettivo è del 52,3%. In discarica finisce ancora il 14,8% dei rifiuti urbani, mentre l'obiettivo europeo è scendere al 10% entro il 2035.
In tutto, nel 2024 l'Italia ha prodotto 202 milioni di tonnellate di rifiuti: 29,9 milioni di urbani e 172,1 milioni di speciali, più della metà dei quali, il 52,5%, da costruzione e demolizione. Sono stati esportati 6,4 milioni di tonnellate di rifiuti, circa il 3% del totale: un volume che secondo Assoambiente «conferma la necessità di rafforzare le capacità nazionali di trattamento, recupero e smaltimento».
Il tasso di circolarità dell'economia italiana supera il 21%, contro una media europea del 12,2%; al primo posto ci sono i Paesi Bassi con il 27,2%. «Siamo tra i leader europei dell'economia circolare, ma non possiamo accontentarci dei risultati raggiunti», ha detto il presidente di Assoambiente, Chicco Testa.
Fonti Adnkronos, Eco dalle Città, GEA



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