Riparabilità, la Commissione Ue apre la consultazione

La Commissione europea vuole rendere più facile riparare i prodotti che usiamo ogni giorno. Il 3 novembre 2026 ha avviato una consultazione pubblica e un invito a presentare contributi per preparare future specifiche di riparabilità nell'ambito del regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, noto con la sigla ESPR. C'è tempo fino al 9 febbraio 2027 per partecipare.
Cosa chiede Bruxelles
La consultazione riguarda le difficoltà che si incontrano oggi quando si prova a riparare un oggetto, tra cui l'accesso ai pezzi di ricambio e la disponibilità di servizi di riparazione e manutenzione. La Commissione chiede quali problemi incontrino consumatori e riparatori e quali misure potrebbero migliorare la situazione. Le specifiche future dovrebbero riguardare un'ampia gamma di prodotti venduti nel mercato dell'Unione. Secondo la testata specializzata Staffetta Rifiuti, l'iniziativa interessa tra l'altro prodotti come l'elettronica di consumo e le piccole apparecchiature domestiche.
Possono rispondere tutte le parti interessate: cittadini, imprese, organizzazioni non governative, autorità pubbliche e ricercatori. Per i consumatori, secondo la Commissione, l'obiettivo è avere prodotti più durevoli, costi di riparazione più bassi e più scelta quando si tratta di riparare gli oggetti di tutti i giorni.
Le prossime tappe
I contributi raccolti confluiranno nella valutazione d'impatto per un possibile atto delegato, che fisserà i nuovi requisiti di riparabilità previsti dall'ESPR. Staffetta Rifiuti indica che l'adozione dell'atto è attesa nella seconda metà del 2027.
Le misure orizzontali sulla riparabilità fanno parte del piano di lavoro ESPR 2025-2030. Nello stesso piano la Commissione sta preparando atti per gruppi di prodotti prioritari come ferro e acciaio, prodotti tessili, alluminio, mobili e pneumatici.
Poiché la consultazione è aperta anche ai cittadini, possono partecipare pure i consumatori che riparano da sé i propri oggetti, segnalando per esempio le difficoltà nell'accesso ai pezzi di ricambio.
Fonti Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Eunews, Staffetta Rifiuti



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